Stavolta, la tinta l’ho fatta io

Stavolta, la tinta l’ho fatta io

Fra gli effetti collaterali dell’isolamento forzato, causa Covid19, per noi donne ci sono i baffetti, che però non importano, visto che ormai usciamo solo con la mascherina, e la ricrescita. Certo la Zitella ne è immune, perché a oltre un mese dall’ultima tinta fatta dalla parrucchiera rimane mora, mentre noi comuni mortali abbiamo i grigi che fanno capolino attorno al viso, incorniciandolo in maniera così elegante.

Bene, io sono fissata con i capelli, si sa, con i miei adorati boccoli, che sono coccolati almeno quanto i miei gatti. Quindi, in fase di isolamento, mi sono fatta procurare da mia sorella una tinta bionda. E menomale, perché cominciavo ad avere qualcosa come venticinque riflessi / tonalità di colore. Del resto un paio di settimane fa avevo provveduto ai figli, perciò ora toccava a me.

Però prima di intervenire sulle mie amate chiome ho contattato la mia parrucchiera di Milano, che nel tempo è diventata anche un’amica, per chiederle consigli: ho elencato marca e caratteristiche del prodotto, ottenendo un via libera per saltare la prova allergia, quindi mi sono fatta spiegare come operare. Lara mi ha consigliato di applicare la tinta solo sulla ricrescita, non sulle lunghezze, per evitare di scurire il tutto e ottenere, nel caso il colore fosse troppo scuro, qualcosa che fosse vicino all’effetto Shatush.

Allora mi sono armata di pennellino e guanti, ho fatto tutto secondo le indicazioni, sono rimasta con la posa per oltre trenta minuti, per poi fare uno shampoo e una lunga, lunghissima piega. Alla fine di tutta questa operazione, durata un paio d’ore, mio figlio, quattordici anni, mi guarda e mi chiede: “ma ti sei lavata i capelli?”. Oddio, è proprio un uomo!

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