Stiamo diventando più stupidi

stupidDevo dire che qualche dubbio l’avevo, ora la conferma arriva da una ricerca norvegese: la crescita costante del quoziente intellettivo che si è registrata nel corso dell’ultimo secolo nei paesi più sviluppati, si è fermata. Insomma, stiamo diventando più stupidi,  la curva dell’evoluzione intellettiva  ha subito una flessione. Nello specifico, gli uomini nati tra il 1962 e il 1991 avrebbero perso ben 7 punti nei test d’intelligenza a partire dalla metà degli anni ’70.

Il cosiddetto effetto Flynn, cioè l’aumento del valore del QI medio della popolazione, osservato da James R. Flynn,  ha raggiunto il suo apice per le persone nate a metà degli anni ’70, ma a partire da quel momento il quoziente intellettivo ha iniziato a decrescere.

Sulla base del modello ideato da Flynn i risultati sono catastrofici: le nuove generazioni non hanno alcun  aumento di QI, al contrario la perdita di QI è di ben 7 punti.

I motivi del tracollo sono molteplici, alimentazione inclusa. I cibi spazzatura non fanno bene al cervello, la vita poco sana è negativa per il corpo ma anche per la mente. Come spiegava tempo fa Flynn, “i giovani d’oggi e la loro cultura si orientano molto di più sul computer e sui giochi al computer rispetto alla lettura e al tenere conversazioni reali”.

Appunto: computer,  cellulari, play station…non occorre essere studiosi per capire che non servono a sviluppare  l’intelligenza.

Tuttavia, una speranza c’è, come sostiene anche uno degli autori dello studio:  l’intelligenza è molto più fluida, fatta di logica e di nuove materie, rispetto a quella cristallizzata, fatta di cose che ci insegnano e che dobbiamo imparare. Va da sé che i nostri giovani potrebbero aver perso una forma di intelligenza ma averne sviluppata un’altra, che segue canoni diversi.

Resta il fatto che, ammesso che sia così, se mi guardo in giro, non mi sembra che questa nuova intelligenza sia granchè!!

 

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La Zitella
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Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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