Ultimi giorni di scuola: finalmente o mannaggia?

La campanella sta per andare a riposo e bimbi e adolescenti si preparano ad una lunga estate. Ma i grandi come la vedono? I genitori che lavorano cercano soluzioni alternative mentre chi non ha figli pensa: potrebbero stare a scuola ancora un po’! 

BellaUn fine settimana senza compiti? Che pacchia, non mi sembra vero! E non è che l’inizio, andrà avanti per tre mesi. Perché, sia chiaro, non è che i compiti li facciamo noi mamme, ma ci scandiscono l’weekend, eccome. Vuoi perché, se i nanerottoli non sono liberi, di sicuro non possiamo uscire da soli per qualcosa tipo Il libro della giungla; vuoi perché ti vogliono avere vicino, “così se ho bisogno sei qui e non si sa mai”. Questo il primo pensiero a fine scuola. Il secondo riguarda gli orari finalmente allentanti, che saranno così allentati da riuscire ad arrivare al pelo persino al campus. Perché il termine dell’anno scolastico significa anche dover organizzare le settimane dei bambini: si parte con il campo proposto dalla scuola, si continua con una gita per lui e una pausa artistica per lei e siamo a fine giugno. Per luglio ci arrangiamo come ormai d’abitudine: campagna e tata part – time, per il resto nonni e zii, finalmente, più qualcosa random. In agosto? Ecco, qui comincia il bello: calcoli che il marito sia in ferie e ti aiuti, per poi scoprire che si azzuffa con i bambini. Beh, dai, c’è tempo, una cosa per volta!

La Bella

Zitella

Fine della scuola, fine della pace. Già  perché tutti questi bambini, ragazzi, adolescenti, dove stanno quando i genitori lavorano? Se non hanno la fortuna di passare l’intera estate al mare con i nonni,  in qualche modo si devono arrangiare e quindi invadono le piscine, dove per una come me, che vuole prendersi un po’ di sole, andare dopo le 10 di mattina diventa quasi impossibile. Oppure si stravaccano sulle panchine del parco, presi dai cellulari, chattando senza neanche guardarsi in faccia. O, peggio, vanno all’oratorio feriale che in sè è una gran bella cosa, se non fosse che il mio delizioso balconcino pieno di fiori si affaccia proprio sul campo di calcio della parrocchia. Addio pace. Pensate che io possa leggere un libro in tranquillità? Noooooo, il prete usa il megafono!  I bambini schiamazzano tutto il santo giorno, urlano, quando fanno la partita urlano ancora più forte e quando si tranquillizzano cosa fanno? Cantano! Guidati dal megafono, ovviamente e in tutte le lingue, peraltro, dal filippino al marocchino. Un caravanserraglio di dimensioni colossali.  Io mi sto preparando all’incubo estivo . Perchè  se vado dal prete e gli dico di non usare il megafono, sembra che io sia una snob alla quale danno fastidio “tre bambini che giocano al pallone” ma se non vado, dato che i bambini non sono tre ma almeno 30 x 2 passo un’altra estate d’inferno.  Solo dopo le 18 finalmente cala il silenzio!  E allora che fare? Io propongo una scuola che duri tutto l’anno, con 4 settimane di ferie e basta! Come gli adulti! Magari mettiamoci qualche ora in più di ginnastica e di musica, mettiamoci un corso di teatro e uno di chitarra, insomma portiamo nella scuola (lontano da casa mia) tutte quelle piacevoli attività dell’oratorio estivo. Peraltro i ragazzi conoscono già la strada per la scuola …

La zitella

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Bella&Zitella

Colleghe e amiche, Elisabetta e Stefania, una single, l’altra mamma, si ritrovano spesso a parlare delle loro vite; della famiglia, impegnativa; degli uomini, che alla fine non ci puoi contare più di tanto; delle serate, beata te che se sei stanca non devi preoccuparti di nessuno; del futuro, tu almeno hai una famiglia io non ho nessuno… In ogni caso della quotidianità, che poi, da qualsiasi parte la si guardi, rimane quella che è. PS: i nomi sono in ordine alfabetico…….

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