Un mondo migliore, è davvero possibile?

Alla presentazione della rubrica “Il mondo migliore” si raccontano storie di eroi e personaggi positivi ma, come al solito, arriva la  Zitella, polemica e pessimista, a rovinare tutto.  O no? 

Bella

Ieri ho trascinato la mia socia, la Zitella, nell’avventura de Il mondo migliore, la nuova rubrica che debutterà a fine mese per Il giornale on line. La firma? Di Marta Ferrari, una mia vecchia conoscenza, poi diventata amica: l’ho incontrata a scuola, perché i nostri figli erano in classe assieme alla Primaria, poi ne ho apprezzato il lavoro e l’entusiasmo. Marta ama l’impegno politico e quello nel terzo settore, ma anche la scrittura, la rete, i social. E quando mi ha raccontato il suo ultimo progetto, Il mondo migliore, sono stata felice di farle una videointervista con cui si presenterà ai lettori, per i quali vuole scovare storie positive, di “eroismo quotidiano”, e vicende che meritino di essere raccontate.

Ieri la Zitella e io abbiamo quindi preso parte al tavolo di lavoro organizzato al Centro Schuster, dove ci siamo confrontate con persone come Francesca Valla, insegnante, scrittrice e tata tv, Silvio Petta, blogger di SuperPapà, Maria Bruni, presidente di Bambini Ancora onlus, che accoglie e aiuta piccoli abusati, giusto per ricordare alcuni fra i partecipanti.

Devo dire che ho ascoltato spunti interessanti per Il mondo migliore, ma anche per la sottoscritta, che alcune volte perde di vista le priorità. Quindi sono venuta via prendendo alcuni impegni con me stessa. Ma la mia socia? Bè, è stata alternativa, come sempre, del resto. Se non fosse una sagoma così non l’avrei scelta come compagna di viaggio!

La Bella 

Zitella

 

Un mondo migliore? E chi non lo vorrebbe! Ma siamo realisti, ragazzi, ci siamo guardati in giro?

Ecco, la solita rompi, l’elemento disturbatore, quella che va controcorrente. Tavolo di lavoro: tutti felici di raccontare i loro eroi, la bellezza e l’ingenuità dei bambini, l’altruismo dei volontari, il ruolo degli educatori e io, voilà, come sempre, entro io a gamba tesa. Primo, ne ho il diritto: sono tutti (quasi) molto più giovani di me e quindi, dal mio punto di vista illusi. Il tempo farà il suo corso. Comunque il mio esordio è: “Bene, parliamo di bambini, che sono il futuro e sono candidi, vedono il mondo con occhi diversi. Ottimo, ma poi se a casa hanno genitori maleducati, che non insegnano loro, per esempio, a salutare il vicino di casa, o che litigano in auto dicendo parolacce o che sono prepotenti…..insomma, non dovremmo partire dagli adulti invece che dai bambini? Io tutta questa positività nel mondo non la vedo proprio. La gente naviga tra prepotenza e indifferenza. Chi sono i miei eroi? Sono un ragazzo che dovrà reinventarsi la vita su una sedia a rotelle perché i suoi coetanei sono litigiosi e sparano per la strada, sono Giuseppe che è morto ammazzato di botte sul divano di casa perché chi sapeva è rimasto indifferente e si è fatto i cavoli suoi. E voi mi parlate di un mondo migliore? Ma dobbiamo raccontarlo o dobbiamo farlo? Perché qui sta la differenza. Io di chiacchiere non ne voglio più sapere”

Gli altri mi guardano. Ho rovinato tutto!?! Non avrei dovuto parlare? E allora cosa sono venuta a fare? Sta di fatto che il gruppo si rianima. A parte il solito che mi dà dell’aggressiva (ma ci sono abituata, non rispondo nemmeno) qualcuno apprezza il mio modo sanguigno di dire le cose. E si comincia a palare di esempio. Parola fino ad ora mai pronunciata. Ecco, se vogliamo fare qualcosa di buono dobbiamo esser d’esempio e allora prendiamoci questo impegno, quello di raccontare  cosa NOI abbiamo fatto di buono, quale esempio siamo stati.

La Bella mi guarda, non capisco se critica o complice, ma in fondo lei lo sapeva che qualcosa avrei detto, era lì che lo aspettava e, diciamolo, si sarebbe stupita del contrario. Comunque spero che il seme sia gettato: vogliamo un mondo migliore? Non basta raccontarlo. Facciamolo!!

 

La  Zitella 

About Author

Bella&Zitella

Colleghe e amiche, Elisabetta e Stefania, una single, l’altra mamma, si ritrovano spesso a parlare delle loro vite; della famiglia, impegnativa; degli uomini, che alla fine non ci puoi contare più di tanto; delle serate, beata te che se sei stanca non devi preoccuparti di nessuno; del futuro, tu almeno hai una famiglia io non ho nessuno… In ogni caso della quotidianità, che poi, da qualsiasi parte la si guardi, rimane quella che è. PS: i nomi sono in ordine alfabetico…….

Leave a Reply