Un’arrampicata verso la libertà

MirSamir14L’Afghanistan è uno dei luoghi peggiori al mondo dove vivere se sei donna: una vera impresa. Da superare e vincere con un’altra impresa, altrettanto difficile, quasi in una sorta di metafora.

Così si emancipano le donne Afghane, grazie a Marina LeGree,  una statunitense che ha fondato Ascend, una  ong di donne climber, fondendo la sua passione per la montagna con la voglia di far qualcosa per queste giovani spesso private della libertà.  In Afghanistan praticare attività fisica per le donne è  tabù ma pian piano qualcosa cambia. Marina LeGree ha formato un gruppo di giovani afghane  tra  i 15 e i 28 anni di  diversa estrazione portandole a compiere imprese impegnative  all’insegna della libertà, per dimostrare che le donne valgono.  Prima si preparano atleticamente e psicologicamente e poi partono insieme per scalare una montagna. Si sta lontano da casa,  si dorme nelle tende,  si può togliere il burqa, e si conquista la vetta. All’attivo del gruppo ci sono già diverse spedizioni, culminate spesso con un grido liberatorio  Il prossimo  obiettivo è la vetta più alta dell’Afghanistan, il Monte Noshaq, ben 7.492 metri. Marina e  le sue ragazze si stanno allenando da oltre due anni.   Nel frattempo Erin Trieb, una giornalista freelance, e la filmaker Theresa Breuer, hanno  deciso di realizzare un film sull’iniziativa per mandare  messaggio a tutte le donne del mondo e hanno già scelto il titolo: Uphill Battle, un’impresa difficile.

Difficile sì., ma straordinariamente liberatoria!

 

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La Zitella
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Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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