Un’idea geniale per rinnovare la casa

cocontest (550 x 385)Si chiama CoContest ed è una start up tutta italiana, fondata da tre giovani imprenditori romani che hanno avuto l’idea di fare incontrare sul web chi cerca un progetto per la propria casa con designer e architetti da tutto il mondo. Funziona con il meccanismo del crowdsourcing che viene applicato al mercato dell’interior design. CoContest è un’idea vincente, tanto da essere l’unica startup italiana scelta dall’incubator statunitese 500 Startups, uno degli acceleratori d’impresa più prestigiosi del mondo, con sede a Mountain View nientemeno che nella Silicon Valley, tra oltre 5mila richieste che sono arrivate da tutto il mondo. Ci sarebbe da prendere esempio, dal momento che nel nostro Paese leggi e burocrazia sono in grado di mortificare anche l’idea imprenditoriale più geniale, e invece no, perché dal nostro parlamento si è levata nientemeno che un’interrogazione ai ministri dello Sviluppo economico e della Giustizia per “mettere il bastone tra le ruote” a CoContest.
L’interrogazione, firmata da un gruppo di parlamentari quasi tutti architetti spiega che “nell’ambito della suddetta piattaforma, non è affatto chiaro chi certifichi le competenze dei designer e chi garantisca il cliente di avere a che fare davvero con un architetto, con un ingegnere, piuttosto che con un improvvisato”. La normativa Ue impone trasparenza nei rapporti “tra il professionista e l’utente”, si legge nel documento che critica anche la pubblicità del sito riportando il commento di un ingegnere, il quale si chiede se non si tratti di “sfruttamento del lavoro e schiavitù”.
Ma da CoContest fanno sapere che l’iscrizione al portale e la partecipazione alle gare ospitate sulla piattaforma sono libere e gratuite per gli architetti, i geometri o chi volesse partecipare, mentre il vantaggio per i clienti del sito è quello di avere la possibilità di “ricevere molte proposte progettuali” al prezzo desiderato. E a CoContest sono arrivati i clienti; la maggior parte dei quali chiede idee per l’arredamento, mentre dall’impresa assicurano che nel caso di progetti e ristrutturazioni complesse i clienti dovranno , per legge, a ricorrere ad un professionista per la direzione dei lavori . Insomma, niente di scorretto. Tant’è che alla fine del contest il sito fornisce al cliente tutti i contatti del professionista vincitore che a quel punto è bene che si incontrino per portare a termine la realizzazione del progetto.
Insomma, una bella idea che dà spazio a tanti giovani “creativi” che non hanno la possibilità di aprirsi uno studio e farsi conoscere. Perché mortificarla?

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La Zitella
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Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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