Va in scena “Il nome della rosa” di Eco

rosa (600 x 338)La Zitella ha passato il sabato sera a teatro: in scena, al Parenti di Milano, Il nome della rosa, tratto, ovviamente dal celebre romanzo di Umberto Eco. I rischi c’erano: annoiarsi oppure vedere uno spettacolo basato sullo stravolgimento del romanzo e sul tentativo di farne una versione “moderna”. E perciò brutto per definizione. Invece ne sono uscita molto soddisfatta: già alla prima scena ho capito che quelle due ore e mezzo sarebbero volate piacevolmente. La sfida di mettere in scena un simile best seller non è certo una sfida da poco ma sono convinta che la scelta di procedere ad un adattamento “filologico” sia in assoluto quella vincente. Così hanno fatto Stefano Massini, autore nel 2015 di una versione teatrale del libro di Umberto Eco, e Leo Muscato, regista che ha adattato e diretto il lavoro di Massini . Il narratore sopravvive grazie allo sdoppiamento del personaggio: l’anziano monaco che racconta e il giovane monaco che vive la sua esperienza nell’Abbazia. Tredici attori che danno vita a ben 40 personaggi, una scenografia stupenda che, con pochi sapienti “accorgimenti” riesce ad immergere lo spettatore nelle atmosfere misteriose dell’Abbazia. E poi la biblioteca di cui si respira il fascino pur senza le stupende pagine descrittive di Eco.

Sul palco è efficacemente rappresentata la lotta tra chi si crede in possesso della verità e la difende con tutti i mezzi e chi invece è convinto che la verità sia la libera conquista dell’intelletto umano. E proprio come nel romanzo, la fede non è messa in discussione ma è messo in discussione il modo di viverla. Uno spettacolo maestoso e affascinante, attori eccellenti, capaci di disegnare i personaggi con tratti decisi e peculiari. Un bel modo per trascorrere una serata, una di quelle che lasciano una tracc

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La Zitella
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Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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