Vacanze? Chissà…

Vacanze? Chissà…

Di solito sono l’ultima ad avere voce in capitolo sull’argomento, ma quest’anno va anche peggio. Parlo di vacanze, naturalmente, e bisogna dire che è un problema davvero relativo, per carità.

Però io non ho avuto un anno semplicissimo, dalla scomparsa del mio adorato papà, alle difficoltà di lavoro, che hanno travolto anche molti altri, ai lunghi mesi di didattica a distanza dei miei figli, che mi hanno di fatto obbligata a seguire interrogazioni e compiti della prole in tempo reale. E con tanto di coinvolgimento emotivo.

Quindi non mi spiacerebbe l’idea di staccare la spina, se non altro per una settimana. Ma dove? Di andare fuori Italia non se ne parla proprio, perché non mi va di prendere un’areo o di fare un viaggio lungo, senza le condizioni di sicurezza di cui ho bisogno per non andare nel panico, proprio io che in genere, per le vacanze, voglio avere la farmacia a due passi dall’albergo.

Così, avendo ristretto il campo al nostro Paese, il figlio vorrebbe andare al mare, fare vita da spiaggia, prendere un minimo di tintarella, ma sua sorella da quell’orecchio non ci sente, perché preferisce l’idea di passeggiate al fresco e relax in piscina con vista montagna. Io non vorrei né mare, né monti: ho paura che in entrambi i casi ci sia troppo affollato, poi credo che in molti, anzi moltissimi, sceglieranno l’Alto Adige. Allora? Ho proposto l’Appennino Emiliano ma tutti, marito compreso, mi hanno risposto che sono vacanze da pensionati; ho rilanciato con il lago di Garda, che secondo gli altri è da tedeschi. Al momento di città d’arte non se ne parla proprio. Quindi? Mah, se aspettiamo ancora un po’ mi sa che rimaniamo a casa. Di nuovo…

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