Vuoi scrivere? Segui il porco!

porcoPer la serie “c’è sempre da imparare”, a patto che lo si voglia, ovviamente, ieri mio figlio esce da scuola entusiasta, chiedendomi: “ma tu, quando lavori, segui il metodo del porco?”. Oddio, lì per lì, non sapendo bene cosa mi stesse domandando, passo in rassegna Pokemon, star del wrestling, video di youtubers come i Mates, ma niente, buio, vuoto totale. Chissà cosa mi vorrà dire.
Nel frattempo saliamo in macchina e mi racconta che la prof di lettere, nell’insegnare come si affronta la stesura di un testo, con tanto di trucchi del mestiere, ha fatto riferimento al P.O.R.C.O., che d’ora in poi tutti gli alunni ricorderanno. Allora, cos’è? P. sta per pensare, O. per organizzare, R. per rigurgitare, C. per correggere, O. per omettere. Cioè quando stai per scrivere qualcosa, deve darti il tempo per trovare qualche idea, che poi vale la pena di schematizzare, in modo da avere una traccia da seguire. E il rigurgitare? Sì, significa buttare fuori quello che hai dentro, senza timore, senza filtri, dando libero sfogo a un fiume in piena di pensieri. Tanto poi correggi, sistemando, togliendo, censurando. E infine ometti, per ottenere un testo snello.
Se ci pensiamo, lo aveva spiegato già Cicerone, con “inventio, expositio, elocutio e actio”. Ma vuoi mettere l’efficacia del porco? Non se lo dimentica più nessuno, vuoi per il salame, le salsicce, il prosciutto, che magari a metà mattina sono una specie di sogno, o vuoi proprio per il porco in sé. Giuro che questa mi mancava. Ma è un ottimo insegnamento, quindi ben venga, no?

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La Bella
La Bella

Stefania Romani, giornalista e storico dell’arte, segue da anni mostre e restauri per prestigiose testate e femminili. Con un occhio di riguardo per il turismo culturale e le destinazioni italiane. Scrive anche per un quotidiano on line. E ama le confidenze, le chiacchiere, il confronto, anche serrato, su tutto. Meglio ancora, di fronte a un bicchiere di vino. Perciò, perché non provare a farlo anche in rete?

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